La mia nave
 
ArB eLo


Povera la nave mia
ti laceraron le vele le tempeste
ti spezzarono le onde l'albero maestro
ora a riva sei finita
in un angolo accantonata
le onde ti avvicinano 
le onde ti allontanano
 
Una volta partisti per un viaggio
di spezie rare carica
indiane, africane e cinesi,
di seta, d'avorio e d'incenso,
ma i marinai avean complottato
il capitano legaron e gettaron a mare

e le mercanzie tra loro spartiron.
Chi prese orecchini e anelli
chi amuleti e collane d'oro
ma per la vergine straniera
a lungo litigaron, poi si ubriacaron,
gettaron i dadi, imprecaron,
finchè vennero ai coltelli e s'ammazzaron
 
Così, abbandonata, senza meta,
vagabondasti per acque sconosciute
ora profonde, ora di meno
ti laceraron le vele le tempesteti spezzarono le onde l'albero maestro...
Il mondo dal diluvio coperto
la colomba sul palmo
libero lasciai
il povero uccello
 
Dove sono gli altri?
vuota quest'Arca,
solo abbandonato
il povero Noe...

përktheu: Matteo Pulizzi



















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